|
Nota a etruschi, greci e romani (nel 67 a.C. Pompeo fece piazza pulita del covo di pirati che vi si annidava), nel IV secolo Capraia divenne meta di monaci anacoreti e fu posta sotto la giurisdizione del vescovato di Luni.
Nel 962 Ottone I la concesse a Pisa; più volte insidiata e conquistata dai Saraceni, divenne dominio genovese nel 1283. Dopo alterne vicende, nel 1407 entrò a far parte dello stato fiorentino, ma agli inizi del XVI secolo tornò nuovamente in mano genovese, appartenendo prima alla famiglia de’ Mari, contro la quale gli isolani si ribellarono, quindi al Banco di San Giorgio e infìne, nel 1562, direttamente alla repubblica di Genova.
Questa, salvo brevi intervalli, la governò fino all'occupazione inglese del 1814.
Il trattato di Vienna del 1815 l'assegnò (con tutta la Liguria, della quale aveva condiviso la sorte anche nel periodo della dominazione francese) al regno di Sardegna.
Nel 1872 parte d
el suo territorio fu destinata a una colonia agricola penale, esistente ancora oggi. Data la natura rocciosa e scoscesa del terreno, l'isola ha sempre avuto un'economia molto povera, basata sulla pesca e su una limitata produzione agricola, consistente in una scarsa produzione di granaglie e in una discreta produzione vinicola.
Oggi il peso di queste occupazioni tradizionali è del tutto trascurabile e, in assenza di attività industriali, il settore sul quale si basa l'intera economia locale (assorbendo quasi i tre quarti della popolazione attiva) è il terziario, sostenuto dal turismo estivo.
|